Homepage > Attività > Formazione > Seminari brevi > Introduzione alla MLT


INTRODUZIONE ALLA Music Learning Theory DI E. E. GORDON: LO SVILUPPO DELL'ATTITUDINE MUSICALE NEL BAMBINO DA 0 A 6 ANNI

Seminario di aggiornamento rivolto a musicisti, insegnanti di musica, e allievi di didattica musicale.
Docente: Andrea Apostoli - Durata: 6 ore
Sommario
A. Introduzione e finalità generali
B. Argomenti trattati
C. Modalità di realizzazione
D. Costi
A. Introduzione e finalità generali

Le ricerche svolte nel campo dell'apprendimento musicale e della psicologia della musica dal Prof. EDWIN E. GORDON (South Carolina University - U.S.A.) hanno scientificamente dimostrato che i primi anni di vita del bambino costituiscono il periodo più importante per favorire lo sviluppo dell'attitudine musicale. L'educazione musicale tradizionale ha sempre aspettato che il bambino fosse in grado di "fare" in qualche modo musica prima di iniziare il processo educativo senza dargli l'opportunità di assorbire la sintassi musicale e di fare spontaneamente i suoi esperimenti comunicativi (vocalizzazioni ritmiche e tonali) così come succede per il linguaggio parlato.
La Music Learning Theory di Edwin E. Gordon rappresenta un contributo fondamentale in grado di cambiare molte cose nel campo della didattica musicale. Frutto di più di quaranta anni di ricerca e osservazione scientifica svolti in diverse università americane, la Music Learning Theory si inserisce nel quadro delle più moderne teorie dell'apprendimento. Il presupposto fondamentale di questa teoria sta nell'assunto che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Il bambino, pertanto, dovrebbe essere avvicinato alla musica fin dai primi giorni di vita per sviluppare il senso della sintassi musicale, premessa indispensabile per trarre i massimi benefici dalla successiva istruzione formale.
Pensiamo per un attimo a come impariamo a parlare e a pensare nella nostra lingua. Tutti noi abbiamo vissuto cinque anni pieni di apprendimento informale del linguaggio passando dall'assorbimento e dall'emissione dei primi fonemi, fino ad arrivare alle parole intorno al primo anno di vita. Nessuno dà lezioni di lingua ai bambini, nessuno pretende risultati immediati. Soltanto quando il bambino si esprime nella sua lingua in modo chiaro e con una grande abbondanza di parole (a 6 anni, infatti, ha già un vocabolario attivo di circa 13.000 parole e uno passivo molto più ampio) si inizia l'istruzione formale: la lettura e la scrittura.
Quanti bambini, invece, vengono avvicinati alla musica secondo un percorso completamente inverso, partendo dal pentagramma, dalla notazione delle altezze e dalle durate, senza un periodo precedente di apprendimento informale? Non c'è da meravigliarsi che, anche dopo anni di studio, pochi siano in grado di comunicare musicalmente in modo spontaneo, attraverso l'improvvisazione, non totalmente dipendenti dalla musica scritta o che, da semplici ascoltatori riescano ad ascoltare con comprensione soltanto musica dal contenuto sintattico semplice
Le ricerche di Gordon, dimostrano infatti che l'attitudine musicale, innata in ogni individuo, si sviluppa nei primi anni di vita a contatto con l'ambiente musicale in cui si vive. Ed è la qualità di questo ambiente ad influenzare il potenziale di apprendimento musicale del bambino in modo evidente nei primi tre anni di vita e via via in modo minore fino ai nove anni di età circa, momento in cui il potenziale si stabilizza. (Cfr. E. E. Gordon, Developmental and Stabilized Music Aptitudes, further evidence of the duality, Chicago, 2002, GIA publications).
E' dunque importantissimo iniziare il percorso di educazione musicale in età neonatale.
Ma molte altre sono le novità per chi si avvicina per la prima volta alla Music Learning Theory.
Il materiale didattico proposto, per prima cosa, è costituito da canzoni e canti ritmici senza testi che rispondono a tre criteri fondamentali: varietà, complessità e ripetizione. Non soltanto canzoncine in modo maggiore e metro binario, dunque, ma canzoni e canti ritmici in tutti i modi e i metri fin dall'inizio del percorso didattico. L'uso della voce e del corpo in movimento, più che di strumenti e strumentini da far suonare ai piccoli allievi, arricchisce il quadro di una metodologia che si focalizza nei concetti di guida informale ed educazione più che di insegnamento.
torna su

B) Argomenti trattati
Durante il seminario verranno trattati gli argomenti seguenti a livello teorico e pratico.
Verranno inoltre proiettati dei video sulle risposte musicali del bambino nei primi mesi di vita.
  • L'attitudine musicale in fase di sviluppo e di stabilizzazione
  • Attitudine e rendimento fra natura e cultura
  • Il concetto di audiation
  • I quattro vocabolari dell'apprendimento musicale: ascolto - interazione - lettura - scrittura
  • L'Audiation preparatoria: fasi e stadi (Acculturazione, Imitazione, Assimilazione)
  • Risposte e comportamenti musicali del bambino in età neonatale
  • Il concetto di Guida Informale
  • Movimento e apprendimento musicale
  • Il canto di melodie e canti ritmici senza parole
torna su

C) Modalità di realizzazione
Il seminario trova il suo ambito di realizzazione ideale nel lavoro di gruppo.
Il gruppo di partecipanti dovrà essere costituito da un minimo di 8 ad un massimo di 25 persone.
La stanza dovrà essere abbastanza grande da poter contenere il gruppo seduto sia a terra in cerchio, sia seduto su sedie.
Si richiede una lavagna, un videoproiettore e, laddove il pavimento fosse non adatto ad accogliere i partecipanti seduti a terra, un tappeto.
torna su

D) Costi
> Richiedi preventivo costi
torna su


CALENDARIO
Vai al calendario in Home Page



AIGAM - Tel/fax: 06.58.33.22.05 / 06.58.15.75.25 - 02.83.24.17.64 - Email: info@aigam.org